Mariah candidata come peggior attrice
La Carey nella lista degli anti Oscar
Se la dea Fortuna è bendata, la sfiga in compenso ci vede benissimo, anche per chi, come le celebrità del mondo dorato dello spettacolo, sembrerebbero esserne immuni. Caso eclatante, quello di Mariah Carey, che in questo periodo non se la passa davvero bene. Dopo il siluramento della casa discografica Emi arriva la notizia della sua candidatura ai Golden Raspberry Awards, gli Oscar che premiano i peggiori film e i peggiori attori.
Mariah Carey

Una parabola discendente, quella della star, che ha toccato il culmine con una forte depressione legata alla rottura con il fidanzato di sempre, il cantante Luis Miguel, che agli albori degli anni Ottanta si esibiva sul palco di Sanremo ancora adolescente.

Il nome dell'artista, dunque, campeggia a chiare lettere nell'elenco dei candidati ai Golden Raspberry Awards, che sono chiamati in gergo Razzies: si tratta delle statuine più temute dalle stelle del cinema e dello spettacolo, perché rappresentano il contraltare agli ambiti Oscar.

Mariah Carey

Cosa ha fatto Mariah per meritarsi  questa nomination? Ha recitato come protagonista nel film Glitter che dà il titolo anche al suo ultimo lavoro discografico dando non il meglio ma il peggio di sé in fatto di doti interpretative, stando almeno alle sonore bocciature piovute dai critici.

Da qui la pole position nella categoria Worst Actress, ovvero peggior attrice dell'anno. Bisognerà aspettare comunque l'11 febbraio per conoscere la lista ufficiale delle nomination, attorno a cui gli americani creano un'atmosfera da happening, tale e quale quella degli Oscar, ormai dal 1980. Vuoi vedere che la povera Mariah si aggiudica pure il titolo?

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Island Def Jam o Elektra ?

Si assottiglia, stando alle voci che circolano negli ambienti musicali americani, il numero dei pretendenti interessati ad ingaggiare la diva americana appena “liquidata” dalla EMI/Virgin di Alain Levy (vedi news). Così come la Sony (la casa discografica con cui la Carey ha iniziato la carriera, divorziandone dopo la separazione sentimentale dal presidente Tommy Mottola), anche le etichette della BMG, Arista e RCA, nonché la collegata J Records di Clive Davis avrebbero scartato la possibilità di assicurarsi i - costosissimi - servigi dell’interprete americana (nel caso della Arista, in seguito ad un aut aut avanzato dalla rivale Whitney Houston). Resterebbero di conseguenza in lizza solo Universal e Warner Music, con le rispettive etichette Island Def Jam ed Elektra nel ruolo di possibili candidate ad un accordo. Ma i soliti bene informati aggiungono che il nuovo, eventuale datore di lavoro si premurerà in modo da non incorrere nei problemi sperimentati dalla Virgin, proponendo alla cantante un contratto incentrato più sulle royalty legate alle vendite che sulla concessione di anticipi principeschi e che garantisca alla casa discografica voce in capitolo sulle scelte artistiche della cantante.
 
Rockol


le perdite della EMI

La diva avrebbe fatto perdere alla EMI una cifra da capogiro Mariah Carey è stata un vero e proprio salasso per la EMI. Secondo un report ufficiale pubblicato questa mattina, il colosso discografico ha reso noto di aver perso una cifra pari a 90 milioni di euro circa, a causa dello scarso successo di vendite ottenuto dalle ultime release della Carey, il film e l’album “Glitter”. Il comunicato non riportava specificamente il nome della cantante – la causa dell’ingente perdita era imputata a ‘costi individuali specifici – ma il riferimento a Mariah era più che lampante. Per il momento, la diva non ha fatto pervenire alcun tipo di commento, anche se siamo sicuri che una reazione stizzita da parte sua, sotto le veci della sua agguerritissima portavoce, non tarderà ad arrivare. Nel frattempo continua la battaglia legale che vede contrapposte Mariah e la EMI. Motivo della disputa, come saprete: il compenso del benservito di cui ha diritto la cantante, dopo essere stata gentilmente esonerata dal contratto con la label. Chissà chi avrà l’ultima parola in merito…
Da MTV